Quest’anno una grande novità: il Festival ha raddoppiato e si è messo in scena in modo da poter coinvolgere il pubblico dei non udenti e quello dei non vedenti e degli ipovedenti. Per i primi, oltre agli ormai consolidati sottotitoli, una versione parallela, Sanremo Live LIS; per i secondi un puntuale lavoro di audiodescrizione di tutte le serate, con la direzione artistica di Laura Santarelli, gestito in modo da coinvolgere nella diretta dello spettacolo, su un canale dedicato di Rai Play.
Grandi soddisfazioni per il servizio pubblico che si impegna in un progetto innovativo, in modo da assicurare un’offerta adeguata. La settantesima edizione del festival si è rivelata essere per la prima volta nella storia della RAI veramente inclusiva e accessibile.
Cantanti, attori, musicisti: sono tutto questo insieme i “Lis performer”. Non “traducono” le canzoni per chi non sente, ma le rendono un’esperienza artistica multisensoriale, capace di catturare anche chi non è sordo. Dopo tante prove, hanno donato al pubblico un eccellente performance accessibile.
Tutto è avvenuto a Roma, nello studio virtuale di Via Teulada a cura di Rai Pubblica Utilità. Performer con meno di trent’anni, di cui due sordi, debitamente selezionati da Rai Casting per la loro padronanza della Lingua dei Segni Italiana (LIS), hanno interpretato in contemporanea con Sanremo tutte le canzoni e le esibizioni dei cantanti.

Un’operazione tecnica e artistica: il testo è stato tradotto e accompagnato con una performance del corpo, quanto più possibile vicina allo spirito e al ritmo della canzone.
Tutto è stato tradotto nella Lingua dei Segni, le parti non cantate sono state rese dagli interpreti LIS del Tg1, in particolare Massimiliano Mondello impersonerà Amadeus.
Tutte e cinque le serate sono state interamente sottotitolate, in diretta dallo studio di produzione sottotitoli di Saxa Rubra, dalla squadra dei sottotitolisti Rai coadiuvata da esperte stenotipiste, affinché anche gli eventuali imprevisti fuori scaletta possano essere fedelmente riportati al pubblico dei sordi.
È un passo sicuramente importante, dopo l’avvio di alcune e sempre più numerose applicazioni che consentono un maggior utilizzo di sottotitoli e l’audio-descrizione. È un modo, indipendentemente da quanto si può e si vuole seguire il Festival, di integrazione sociale. Finalmente non solo parole, ma fatti. Finalmente, perché è giusto che tutti possano poter usufruire di un programma trasmesso in televisione liberamente. Consiglio vivamente a tutti coloro che si fossero persi lo scorso febbraio questo festival, di andare sul sito di RAI Play e recuperare i video dei performer LIS che hanno tradotto in maniera unica ed emozionante le canzoni in gara di quest’anno.
In questo video che ho deciso di inserire in questo articolo, viene spiegato in dettaglio tutto ciò che è stato servito a rendere questo festival il più inclusivo di sempre e l’importanza della traduzione in LIS per tutte quelle persone sorde che non hanno mai fruito di un servizio concreto da parte della RAI e che sono sempre state escluse nelle passate edizioni.
La rivoluzione dell’accessibilità digitale dei contenuti audiovisivi per le persone sorde ha tardato ad arrivare ma ora un passo decisivo è stato fatto e non si tornerà indietro. Buona visione!

